Avete mai sentito parlare di Denis Diderot?
Se avete una minima reminiscenza delle scuole dovrebbe avervi lasciato una piccola cicatrice.
Vi lascio 10 secondi per rimembrarlo…
Bravi! Il famoso illuminista accannato da D’Alembert e costretto a scrivere da solo la prima enciclopedia della storia.
Poi lamentatevi del vostro straordinario non pagato!
Ma cosa c’entra con la finanza personale?
Beh, il nostro filosofo illuminista è famoso anche per il “Diderot Effect”. Un fenomeno sociale che dimostra come persino un genio non riesca a resistere allo shopping compulsivo.

Welcome to my world!
Quando vi racconto fatti storici le view calano (guardate l’articolo sulla storia delle carte di credito) ma a me piace farlo e questo è un fatto davvero curioso.
Il Diderot Effect racconta molto su come siamo fatti, su quanto sia semplice rompere delle abitudini e di quanto siamo fragili alle sirene dello shopping selvaggio.
E dire che non siete manco dei pensatori illuministi!
In breve: l’effetto Diderot è la spirale per cui un oggetto nuovo fa sembrare vecchio tutto il resto e vi spinge a ricomprare mezza casa. Prende il nome da Denis Diderot, che nel 1769 raccontò come una vestaglia scarlatta ricevuta in regalo lo avesse riportato al verde. Il nome però l’ha dato l’antropologo Grant McCracken nel 1988. Per difendervi: aspettate 24 ore prima di comprare e non create dissonanze tra gli oggetti.
La strana storia del Diderot Effect
Denis Diderot era molto noto in tutto l’ambiente culturale del ‘700. Non solo in Francia e tra i suoi amici illuministi ma in tutto il mondo occidentale.
Nonostante questa fama e il suo encomiabile lavoro di studioso Denis non era mai stato ricco.
Anzi, era proprio un morto di fame, tanto da non avere risparmi neppure per dare una dote alla figlia. Quando la zarina Caterina seppe della sua indigenza decise di fare una proposta a Diderot: comprare tutta la sua collezione di libri per una cifra spropositata.
Chi ama i libri sa però quanto sia crudele rinunciare ai propri tesori e Caterina II potrebbe sembrare una pazza sadica.
In realtà fece un’offerta incredibile al filosofo: avrebbe comprato i libri ma questi sarebbero rimasti nello studio di Diderot. Inoltre gli avrebbe dato un ricco stipendio in qualità di bibliotecario reale.
In poche parole Denis si prendeva un fracco di soldi cash (circa 100k attuali) e uno stipendio per fare il guardiano dei… suoi libri! E minchia che botta di culo!
Diderot quindi era benestante, poteva dare una dote alla figlia e… permettersi qualche sfizio.
Come racconta il filosofo stesso nel saggio del 1769 “Rimpianti per la mia vecchia vestaglia”, ricevette in regalo da un amico una elegante vestaglia scarlatta*. All’inizio era entusiasta della novità poi avvertì sempre più disagio.
Notò come il resto dei suoi oggetti stonasse al cospetto della sua bellissima nuova vestaglia. La sua casa sembrava inadeguata, brutta e dozzinale.
Cominciò così a cambiare il mobilio acquistando una nuova sedia in pelle in sostituzione della vecchia in legno e paglia. Cambiò anche il tavolo, il letto e l’armadio. Non ancora sazio del makeover comprò statue e quadri in modo da rendere l’ambiente più elegante.
Immaginate come finisce la storiella, no?
Poco tempo e Diderot era di nuovo al verde.
Aveva una casa più elegante ma aveva speso tutti i suoi soldi per oggetti di cui non aveva mai sentito l’esigenza:
“Ero il padrone della mia vecchia vestaglia, e sono diventato lo schiavo di questa nuova”. Denis Diderot
Cosa ci insegna l’effetto Diderot sullo shopping compulsivo
Il saggio di Diderot lo hanno letto in pochi e online circolano parecchie varianti della storiella.
Potrebbe essere persino un’invenzione dell’autore, boh. Il nome Diderot Effect però non l’ha inventato lui: lo ha coniato l’antropologo Grant McCracken nel 1988, nel libro Culture and Consumption (lo ricostruisce la SAGE Encyclopedia of Consumer Culture).
Diderot l’avrebbe chiamato in francese, che i mangia rane son nazionalisti, però insomma lo stesso Denis si rese conto del problema tanto da sentirsi un po’ stupido per tanta frivolezza.
Come sia o come non sia l’effetto Diderot ha fatto e fa parlare sino a ora perché esemplifica un problema comune ai consumatori, ancor più esacerbato in società consumistiche come la nostra.
E proprio per questo nei decenni si sono sprecate le analisi sociologiche e finanziarie sul tema della spesa compulsiva, tra cui:
Acquisto di beni e identità personale
I beni creano o confermano l’identità del consumatore.
Si comprano gli oggetti per identificarsi con la vision di quel prodotto o per comprare un sistema valoriale associato al brand. Questo spesso serve o a ribadire la propria identità o a compensare la mancanza di una reale credenza personale, in sostanza si compra uno status sociale rappresentato dal prodotto.
Ciao fan della mela morsicata!
Dissonanza con l’ambiente
L’introduzione di un nuovo oggetto di diverso valore che si discosta da quelli presenti crea una dissonanza, una stonatura con l’ambiente pre esistente.
Il nuovo elemento, soprattutto se di maggiore valore rispetto a quelli già presenti, rompe l’equilibrio preesistente facendo rivalutare tutto l’ambiente.
È quello che è successo a Diderot: il nuovo oggetto gli fece notare come il resto dei suoi beni fossero di scarso valore.
Critica al consumo capitalista
Altri pensieri e studi si concentrano invece su una critica al modello consumista di acquisto. Il nuovo acquisto o un regalo creano danni sull’ambiente esistente con impatti sia sociali che psicologici sulla persona.
Effetto domino
Anche se non considerate validi i punti precedenti è evidente come un solo acquisto possa causare un effetto domino sulle vostre abitudini di acquisto.
La democrazia della finanza personale
L’effetto Diderot dimostra come anche un bel pezzo di sveglione illuminista possa essere un cretino.
Come dice Morgan Housel (qui la recensione de La psicologia dei soldi) la finanza personale è incredibilmente democratica e non guarda in faccia a intelligenza, ingegno, stupidità, cultura, impegno o mancanza di dedizione.
È una delle poche branche in cui una persona a fine vita può accumulare capitale oppure perderlo totalmente nel giro di pochi mesi. In maniera spesso inaspettata.
Visto che è così libertaria vi fornisco un po’ di consigli per combattere lo shopping sfrenato.
Rimedi allo shopping compulsivo
Mi confermate che ho parlato spesso dello shopping sfrenato e di come sia… oddio!
Che c’è a destra di questo testo?!
Ah ok, è il box di un vecchio articolo sullo shopping compulsivo.
Ehm, quindi. Al netto di mie considerazioni personali il desiderio di fare spese incontrollate è una patologia psicologica.
Non si tratta solo di avere le mani bucate ma di una malattia. Per guarire bisogna avere il sostegno di un professionista che capisca le cause del disturbo.
Se siete qui perché soffrite, mi dispiace. Io non posso darvi una soluzione.
Nel caso invece siate delle semplici teste di cazzo, vanagloriosi come un francese del settecento che ha preteso di sintetizzare da solo la scienza mondiale e siate incapaci di usare il cervello per 16 millisecondi prima di mettere di tutto nel carretto di Amazon beh, ok. Forse posso aiutarvi.
Siete quelli che volevo beccare con le keyword dell’articolo quindi ecco qualche suggerimento sparso per legarvi le mani e gonfiare il portafoglio:
1. Aspettate (almeno) 24 ore prima di comprare
Il tempo è il miglior consigliere. In tutto.
Ho scoperto questa lezione dopo numerosi litigi giovanili con un amico impulsivo. Spesso la discussione si scaldava ed era facile prendersi a male parole.
Invece di continuare a rispondergli, nascondevo il telefono e sopprimevo l’istinto di andarlo a gonfiare. Dopo un’ora gli rispondevo pacatamente, questo al netto dei suoi continui messaggi bellicosi.
2. Non fate acquisti quando siete eccitati, depressi o tristi
Lo shopping rilascia dopamina e la serotonina, due neurotrasmettitori che trasmettono piacere e sollievo.
Si tratta di una sensazione breve e fine a sé stessa. Svanisce presto e dopo poco subentra vergogna e senso di colpa, peggiorando la condizione pre-esistente.
Inoltre l’effetto sul lungo periodo è simile a drogarsi.
Se vi fate le canne avete perso già troppi soldi, evitate di aggiungere una nuova dipendenza facendo shopping da depressi.
3. Valutate l’utilità dell’oggetto
Cercate di combattere l’istinto abitudinario di fare spese incontrollate. Fermatevi sempre un attimo, respirate e valutate criticamente se l’oggetto vi è utile o meno.
Spessissimo non lo è.
4. Ogni acquisto equivale a un oggetto venduto
Questa è una tecnica minimalista fica scoperta da poco.
Tutte le volte che comprate un nuovo oggetto dovete venderne o buttarne un altro di pari categoria. Comprate una maglietta per uscire? Ne buttate o vendete un’altra.
Il vostro stock deve rimanere invariato!
Se, come me, avete pochi oggetti, vi assicuro che questa tecnica vi dissuaderà dal privarvi di qualcos’altro.
5. Acquistate poco ma di qualità
Gli oggetti di qualità mantengono il loro valore e la loro bellezza nel tempo.
Spesso si tratta di beni universali che, anzi, raccolgono più fascino nel tempo e sentono meno il cambiamento delle mode.
Inoltre, se consumate meno e portate ogni oggetto alla fine del ciclo vitale, fate del bene su tanti livelli (non al capitalismo), sia finanziario sia per qualità della vita.
Vale quanto ho già detto sul comprare con il principio dell’ammortamento.
6. Comprare senza creare dissonanze
Per questo punto copio senza alcun timore di venire menato le considerazioni del mio amico Salto Mentale.
Se è valida la teoria secondo cui quel pirla di Diderot abbia dilapidato la sua fortuna perché gli oggetti creano una dissonanza nell’ambiente beh… non create dissonanze!
Acquistate oggetti che abbiano un valore o una qualità simile in modo che l’equilibrio si mantenga inalterato. Se avete mai giocato ad Animal Crossing o conoscete il Feng Shui sapete di cosa parlo.
Non siete obbligati a farlo con tutta casa ma almeno con il gruppo di associazione mentale:
L’effetto Diderot non coinvolge tutti i nostri beni in un solo colpo ma sottogruppi di oggetti in qualche modo affini. Ad esempio: papà ha comprato un nuovo monitor e subito si è sentito in dovere di prendere un supporto per il computer più elegante, dopo aver resistito a prendere proprio un nuovo computer. Ho subito l’effetto Diderot sulla mia scrivania, ma non ho sentito il bisogno di cambiare automobile o frigorifero, poiché nella mia testa non c’entrano nulla col monitor. (Cit. Salto Mentale)
Potete mantenere un livello di qualità diverso a seconda della categoria.
Potreste spendere di più per la tecnologia con prodotti nuovi e qualitativamente alti e al contempo robaccia per l’abbigliamento. Tanto siete dei nerd, chi ve vole.
L’importante è non generare un meccanismo di dissonanza, in quanto questo crea uno svantaggio su tutti i fronti: il migliore vi farà cambiare tutto il resto, mentre i peggiori vi faranno più schifo di quanto dovrebbero.
7. Costruire l’identità sui valori e non sugli oggetti
Se comprate un oggetto perché pensate che quello fornisca un modello di identificazione sociale a un certo gruppo è un problema.
Non siamo oggetti, siamo persone. Identificarsi con un “coso” è alquanto triste.
Andate da un professionista e fate un percorso di analisi, tentate di scoprire chi siete, non comprate oggetti perché vi identificano sul pezzo o fighi, sembrerete soltanto vuoti.
8. Guardate il vostro fondo pensione
Voglia di comprare l’ennesima cacata?
Aprite l’app del vostro gestore del fondo pensione complementare e guardate quanti soldi avete dentro, poi pensate al vostro futuro miserabile per strada.
Ah non hai un fondo?
Ok, calmo. Adesso poggia quella statua di Pikachu in marmo di Carrara blu shock con lentezza e nessuno si farà del male.
Domande frequenti sull’effetto Diderot
Cos’è l’effetto Diderot?
È la tendenza a comprare altre cose dopo un acquisto nuovo, perché l’oggetto nuovo fa sembrare inadeguati quelli che avete già. Un acquisto ne tira dietro altri, come in un effetto domino.
Chi ha inventato il termine effetto Diderot?
L’antropologo Grant McCracken, nel 1988, nel libro Culture and Consumption. Diderot ha raccontato la storia, ma il nome non l’ha dato lui.
Qual è la storia della vestaglia di Diderot?
Nel saggio del 1769 Diderot racconta di aver ricevuto in regalo una vestaglia scarlatta. Accanto a lei il suo studio sembrava misero, così cambiò sedia, scrivania e quadri fino a ritrovarsi di nuovo al verde.
Come si evita l’effetto Diderot?
Aspettate almeno 24 ore prima di comprare, per ogni oggetto nuovo vendetene o buttatene uno della stessa categoria e scegliete cose di qualità simile a quelle che avete, così non create dissonanze.
Effetto Diderot e shopping compulsivo sono la stessa cosa?
No. L’effetto Diderot capita a tutti e si gestisce con un po’ di disciplina. Lo shopping compulsivo è un disturbo psicologico e va affrontato con un professionista.
Conclusioni sull’effetto Diderot e lo shopping
Un piccolo aneddoto storico può nascondere un sottobosco di considerazioni e spunti interessanti.
La cosa fica della Finanza Personale è proprio questa. Tecnicamente è un modo per evitare spese incontrollate o per gestire entrate e spese ma in realtà è una materia profondamente legata a come affrontiamo e vediamo la realtà.
Non si tratta solo di matematica o solo di psicologia, è un cocktail dei due elementi e dovete considerarli tutti e due per trovare la ricetta giusta.
Puoi sostenere il blog spammandomi ovunque, seguendomi su Twitter o Telegram o iscrivendoti alla Newsletter o ascoltando il Podcast. Se invece vuoi mostrare il tuo apprezzamento in altra maniera acquista su Amazon da questo link o usa i miei referral:
- FINECO: apri un nuovo conto entro il 16/11/2026 con il codice amico AA6223479 e ottieni 50€ con stipendio, 5 trade, 2.500€ di spesa con carta o 20.000€ di nuova liquidità
- BBVA: apri un conto a zero spese entro l’11/12/2026 e ottieni per 6 mesi il 4% lordo sulla liquidità e il 4% di cashback sui primi 210€ di spesa al mese
- CREDIT AGRICOLE: fino a 250€ di buoni Amazon aprendo un nuovo conto entro il 02/11/2026 con il codice VISA, accreditando lo stipendio e spendendo con la carta nei primi 60 giorni
- CREDEM: fino a 200€ di buoni Amazon aprendo Credem Link entro il 30/11/2026 con il codice PROMOLINK e raggiungendo due traguardi tra spesa con carta, stipendio e PAC
- ING: apri Conto Arancio Più con il codice amico 95F9AF, spendi 250€ con la carta entro il 31/12/2026 e ricevi 75€ di cashback
- ING CONTO DEPOSITO: 4% lordo per 12 mesi fino a 200.000€ aprendo conto corrente e conto deposito entro il 02/11/2026, con stipendio o bonifico da 1.000€ al mese
- SELFY: Time Deposit al 4% lordo per 6 mesi aprendo il conto entro il 30/10/2026 e accreditando lo stipendio
- SATISPAY: 35€ registrandoti con il codice ALBA35 entro il 21/12/2026 e spendendo almeno 5€ entro 30 giorni
- HYPE: 20€ aprendo Hype Next con il codice CIAOHYPER entro il 31/12/2026, spendendo 50€ in 60 giorni e pagando 2 canoni
- REVOLUT: apri un conto, richiedi la carta fisica e fai 3 acquisti da 5€ in 7 giorni: ti giro 20€ del mio bonus
- FINOM: solo per partite IVA: 5% di interessi per 5 mesi e bonifici SEPA gratis per 6 mesi aprendo il conto business entro il 31/10/2026
- SWITCHO: 10€ di buono Amazon al primo cambio di bolletta, operatore telefonico o con uno dei servizi di Switcho
- PRIMA ASSICURAZIONE: sconto sull’assicurazione auto facendo un preventivo da questo link
- E-ON: un prezzo di favore sulle bollette luce e gas
Note: la storiella è quasi mitologica, il saggio letto da pochi e il web è pieno di cazzate quindi ognuno scrive una versione diversa. In alcuni casi si dice che la vestaglia fosse un regalo di Caterina: nel saggio è il regalo di un amico, mentre il cambio di mobilio Diderot se l’è pagato tutto da solo. Peraltro è storicamente accertato che andò nel 1773 a San Pietroburgo dalla zarina, anche per discutere della biblioteca.



Comments