Ogni tanto mi scrivete lettere piene di spunti interessanti. Ogni tanto eh.

In genere scrivete un sacco di idiozie tra cui farmi i complimenti o dirmi che vi ho cambiato la vita. A volte però capita abbiate anche buone intuizioni.

Spesso mi avete chiesto quale sia il momento per spendere soldi e concedersi un po’ di vizi.

Il punto è che risparmiare è bello ma poi quando si possono cacciare fuori i denari? Come fare a non sentirsi in colpa? E quale metodo usare?

Bella domanda, però una risposta io non ce l’ho. E forse manco esiste.

spendere soldi senza sensi di colpa shock gif

In tutti questi anni di parole scritte sul web forse vi ho dato un’immagine sbagliata di me.

Mi sembra che molti tra voi mi vedano come una sorta di santone ascetico e pungolatore dei vizi carnali spenderecci.

Uno che vive con poco, non ha grilli per la testa e gli sta un po’ sul cazzo chi invece fa il contrario.

Minchia, ma è una descrizione stupenda! 😍

Ehm no, cioè. La realtà è che pur non essendo fisicamente il vostro money coach ho delle responsabilità nei vostri confronti: quella di non scrivere cazzate, di non illudervi, di non vendervi per vere cose infondate. Insomma sono un pessimo venditore.

E per fare questo bisogna anche essere fondamentalisti, perché sennò sbracate o cercate scuse per continuare sulla vostra strada (sbagliata e viziosa).

Sminuzziamo il problema, vah!

In breve: il senso di colpa nello spendere soldi non ha una cura uguale per tutti, ma spesso è un segnale: se i tuoi conti non sono in ordine, il corpo ti frena per un motivo. Se invece hai già un fondo di emergenza, niente debiti con tassi alti e il risparmio automatico, puoi spendere tranquillo nelle cose che ti rendono felice. Ramit Sethi, nel suo Conscious Spending Plan, riserva a queste spese tra il 20 e il 35% dello stipendio netto.

1. Non esiste una risposta univoca

Alla domanda “quando è giusto spendere senza sentirsi in colpa” non esiste una risposta universale ed univoca.

La psicologia dei soldi (come il libro di Housel) è un tema ampio e che non riguarda la mera contabilità matematica od un file Excel ma un mix di abitudini, atteggiamenti, obiettivi e possibilità personali.

È un cocktail diverso per ogni persona. Certo, esistono dei metodi per gestire il denaro però queste sono solo sintesi a posteriori a cui noi, come singoli, ci adattiamo.

Ecco adattare, riflettiamo su questa parola.

Vi faccio l’esempio delle scarpe.

Ognuno di noi ha un piede diverso per misure, conformazione, plantare o per la forma delle dita. Il piede destro è spesso più lungo del sinistro e viceversa.

Tutti i piedi sono diversi però poi esistono le taglie. Il numero 42 o 43 è in realtà una misura media dei piedi di tutto il mondo, noi ci adattiamo alla taglia più confortevole in una scelta di soluzioni limitate. Ad alcuni questa cosa va benissimo, altri lo accettano e poi ci sono quelli che troveranno sempre e solo scarpe scomode.

Lo stesso vale per la finanza personale. Risposte univoche, regole univoche, profili di investimento univoci non esistono.

2. Se il tuo inconscio ha paura forse c’è un motivo

Noi siamo delle scimmie evolute. Punto.

Il nostro istinto primordiale è quello di sopravvivere.

Quando corriamo un pericolo il corpo cerca di bloccarci dal fare un gesto estremo… non è che forse vale lo stesso con i soldi e possiamo parlare di “sopravvivenza finanziaria”?

Se dentro di voi sentite sempre un senso di colpa nel fare un acquisto chiedo: non è che la vostra mente e il vostro corpo vogliono dirvi qualcosa?

Forse quell’istinto di autoconservazione si attiva mentre state spendendo risorse (in questo caso il denaro) consci dell’utilizzo sbagliato che ne state facendo.

Per carità, magari è questo oppure avete dei traumi latenti da sbloccare però io ci rifletterei.

3. Se hai sistemato le tue finanze non devi avere paura

Un processo di consapevolezza finanziaria funziona a step:

  1. Capisci di avere un problema
  2. Crei un piano seguendo le best practice
  3. Esegui il piano e normalizzi la tua situazione
  4. Continui così

Il punto 4 non vuol dire che hai raggiunto il tuo scopo nella vita ma che le tue finanze sono stabilizzate e seguono il percorso nella media dei migliori comportamenti.

La regola dell’85%.

A questo punto probabilmente avrai uno stipendio decente, avrai ottimizzato le spese, costruito un fondo di emergenza, estinto i debiti inutili, metterai sempre da parte qualcosa e magari penserai al tuo futuro personale (fondo pensione) o quello dei tuoi figli.

Quando sei arrivato al punto 4 la tua forma mentis è cambiata.

Hai avviato un processo di crescita personale, stai ormai seguendo una direttrice pulita e chiara.

Se vuoi uno “sfizio”… regalatelo!

Hai sistemato tutto no? Segui una strada no? E allora che problema c’è a farsi una piccola vacanza extra o a farsi una bella colazione se ti gira il ciccherone?

Taglia la testa al toro e ciao, ma di questo ne parliamo nel prossimo punto.

4. Abituarsi a spendere è simile all’abitudine al risparmio

Così come è importante risparmiare, lo è anche capire come e quando spendere.

Lo so, sembra un controsenso ed effettivamente ho avuto un po’ di problemi anche io ad accettare questo passaggio. Poi ho letto lo splendido libro di Ramit Sethi.

Il nostro guru preferito ha un incredibile mix di sintesi e concretezza. Lo invidio.

Sullo spendere è molto chiaro: il denaro permette di fare esperienze di vita. Accumularlo per accumularlo è stupido quindi, se potete permettervelo, spendetelo in modo da avere una vita piacevole.

Il quando e il quanto è presto detto:

  • Seguendo la divisione delle spese spiegata da Ramit
  • Dopo avere automatizzato i processi di risparmio e investimento
  • Finito di ripagare i debiti più “invadenti” (quelli con tassi d’interesse troppo alti)

Il come farlo invece è tagliando tutte le spese nelle categorie di cui non vi fotte nulla e spendendo nelle cose che vi rendono felici.

Ramit è particolare proprio per questo.

Mentre tanti altri creator vedono il denaro come una privazione lui lo vive come un’opportunità. I soldi però sono un bene finito quindi bisogna accuratamente cucirsi addosso il vestito che sia un mix giusto tra felicità e buoni comportamenti finanziari.

Il problema è che spendere quando sei abituato a risparmiare (e regalare quanto puoi permetterti) non è facile e quindi… dovete allenarvi ma mantenendo la quadra mentale per non sforare. Per dire una cosa cretina ho dovuto creare un tool con una ruota che sceglie il regalo al posto tuo perché tanti non hanno abbastanza fantasia per farlo da soli.

Volete fare un esercizio? Ramit dice di pensare a 10 regole sul denaro personali, provate a costruire le vostre.

Domande frequenti sul senso di colpa nello spendere soldi

Perché mi sento in colpa quando spendo soldi?

Spesso è l’istinto di autoconservazione: se sei abituato a risparmiare, ogni spesa sembra un rischio. A volte però è un segnale vero, cioè che quella spesa non è compatibile con la tua situazione. Prima di ignorarlo chiediti se hai i conti in ordine.

Quando è giusto spendere senza sensi di colpa?

Quando hai sistemato le basi: un fondo di emergenza, nessun debito con tassi alti, risparmio e investimenti automatici. A quel punto quello che resta puoi spenderlo nelle cose che ti rendono felice, senza giustificare ogni acquisto.

Come superare la paura di spendere soldi?

Allenandoti, come hai fatto con il risparmio: decidi in anticipo una quota del budget da spendere liberamente e usala davvero, partendo da piccoli acquisti. Taglia le categorie che non ti interessano e spendi in quelle che contano. Ho raccontato come ci sono riuscito io in come ho imparato a spendere i soldi.

Quanto spendere senza sensi di colpa secondo Ramit Sethi?

Nel Conscious Spending Plan di Ramit Sethi le spese senza sensi di colpa valgono tra il 20 e il 35% dello stipendio netto. Il resto va in costi fissi (50-60%), investimenti (10%) e risparmi (5-10%).

Conclusioni su quando spendere senza sensi di colpa

Ve l’ho detto, una risposta non c’è. Come non c’è in tanti altri cazzi volanti della vita.

Io vi frantumo le gonadi con mille teorie o nello spiegarvi quanto sia facile perdere la retta via ma se siete coscienti di quello a cui andate incontro perché non farlo?

Ok è un gioco pericoloso ma c’è un altro punto da considerare. Se avete paura di finire in rovina perché spendete è perché vi paragonate al voi del passato: un consumatore incosciente.

Essendovi posti la domanda “perché spendo in questo?” siete già una persona diversa. State ragionando coscientemente, avete la forza di volontà di fermarvi e di agire con la giusta razionalità. Siete consapevoli.

Chi sperpera invece agisce inconsciamente. Struscia la carta perché non si rende conto di cosa sia un debito, compra oggetti per soddisfare delle mancanze personali, si fa regali in continuazione perché non concepisce lo slegare un premio da un acquisto, non ottimizza perché non ha un progetto e quindi non vede l’impatto delle sue scelte presenti nel futuro.

Queste domande dimostrano come voi non siete più questo tipo di persona. Avete dei dubbi legittimi, state costruendo un progetto, facendo le cose giuste, razionalizzate le vostre azioni (per quanto possa farlo un essere umano) e… fra qualche anno morirete.

Imparate a goderveli quei soldi. Anche questo è imparare a gestire le proprie finanze.

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About the Author

Vittorio

Fondatore e autore

Sono Vittorio, un povero come te che dal 2019 prova conti, carte e broker e cerca di capire il mondo del risparmio e degli investimenti. Ne parlo qui su Finanza Cafona e sul podcast Too Big To Fail. Non ho studi economici e non sono un consulente finanziario: controllo ogni dato sulle fonti ufficiali e ti dico come la penso. Alcuni link sono affiliati, ma non cambiano i giudizi.

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