La cosa più amata dagli italiani dopo l’acquisto di una appartamento da mettere a reddito e una strategia di investimento a dividendi.
Si comprano aziende che garantiscono una cedola più o meno stabile e si ottiene così un extra guadagno riccorrente con cui aumentare le proprie entrate.
E senza fare niente!

Se vabbè, è annato.
I PROBLEMI DELLA STRATEGIA A DIVIDENDI
Nonostante influencer italiani sui social vi dicano il contrario una strategia di investimento a dividendi ha molti problemi.
Li ha in generale e li ha ancor di più a causa del particolare sistema fiscale italiano:
- Sono meno efficienti per un portafoglio di lungo periodo in quanto le tasse sono pagate ad ogni stacco
- Per il motivo sopra l’interesse composto è depotenziato
- Il dividendo è una redistribuzione dell’utile. Se l’azienda non fa utile o ne fa sempre meno anche il dividendo cala (o scompare) quindi raramente si hanno certezze di guadagno
- Si investe in azioni non per il valore dell’azienda ma per quanto dividendo stacca. Questo è un circolo vizioso in quanto pochissime aziende riescono a conciliare la capacità di crescita con la possibilità di remunerare gli investitori (dividend aristocrats). Per alcune aziende questa diventa una vera e propria disgrazia che ne limita le possibilità di crescita nel tempo
Potrei continuare a lungo a parlare di questo argomento, non è il centro del problema.
Uno dei (tanti) problemi di questa strategia di investimento è che i dividendi non permettono di compensare minusvalenze acquisite.
Il nostro sistema fiscale divide le varie fonti di reddito in varie “categorie”: reddito diverso e da capitale.
Eventuali perdite dagli investimenti di certi strumenti non possono essere compensati da quelli di un altro e c’è un limitato numero di compensazioni possibili. Scatole stagne, insomma:

Oltre a tutti i miei validissimi punti questo è ulteriore svantaggio nel seguire questa strategia.
C’è però un piccolo trucchetto fiscale…
DIVIDENDI COSA SONO
Spero tutti voi sappiate cosa siano i dividendi, lascio qui piccolo recap nel caso vi mancasse questa informazione (‘tacci vostra). Saltatelo pure se lo sapete.
Quando un’azienda quotata in borsa ha degli utili nel bilancio può decidere se reinvestirli in attività della società oppure di staccare un dividendo, cioè corrispondere l’utile in proporzione al numero di quote detenute dall’azionista.
Immaginiamo che azienda a ha fatto utile di 1 milione di euro ha sul mercato 10 milioni di quote azionarie. Basta fare una divisione per ottenere quando “premio” si ottiene per ogni singola azione detenuta: 0,10€.
Chiaramente questo è il guadagno lordo.
A questi 0,10€ di dividendo per ogni quota bisogna sottrarre lo 0,026€ (il 26%) di tasse portando in modo da ottenere un guadagno netto pari a 0,074€ per ogni quota.
Si ha diritto allo stacco del dividendo se, al giorno del calendario prefissato si è in possesso dell’azione.
Il giorno dopo lo stacco il valore dell’azione calerà per una cifra pari al valore lordo del dividendo. Questi infatti non sono soldi che compaiono magicamente ma sono gli utili sull’attività dell’azienda e fanno parte del capitale: se li cedono a voi non stanno più in azienda.
COME COMPENSARE LE MINUSVALENZE CON I DIVIDENDI
Come avrete compreso dalla tabella in alto i dividendi non compensano un cazzo (un motivo in più perché sono una strategia d’investimento del cazzo). Tu te li becchi e paghi sempre le tasse, punto, nisba, t’attacchi, caccia i soldi.
Esiste però un piccolo trucchetto fiscale (suggerito da questo articolo di Milano Finanza) e che consiste in questo processo:
- Cercare la data di stacco del dividendo dell’ azione sul calendario di Borsa d’Italia
- Vendere l’azione alla chiusura del venerdì immediatamente precedente lo stacco del dividendo. In questo modo si perde il diritto alla riscossione del premio ma si vende un’azione. Questo è un tipo di transazione che, a differenza del dividendo, permette di compensare minisvalenze nel cassetto fiscale
- Il giorno dopo lo stacco del dividendo, tipo all’asta di apertura del lunedì, si potrà ricomprare l’azione al prezzo “scontato” in quanto verrà sottratto il valore corrispondente al dividendo staccato
Sfruttando un po’ di gabole del sistema è perciò possibile compensare le minusvalenze e ottenere il dividendo.
Chiaramente le condizioni minime è che si abbia qualcosa da compensare nel cassetto fiscale, si abbia una posizione in attivo sull’azione e che si detengano quelle azioni perché si è convinti di averle.
CONCLUSIONI MINUS E DIVIDENDI
Articoletto da big click per agosto, taaac!
Parlando con Nicola di sta roba ho scoperto che per lungo tempo è stata una tattica molto usata da diversi gruppi bancari come feature per i clienti. Le masse di acquisti e vendite però finivano per aumentare le volatilità dell’azioni il giorno prima e dopo il dividendo, cosa che ha scatenato l’interesse della CONSOB e… una bella serie di multe.
Le banche ora non ve lo fanno in automatico ma il trucco funziona.
Poi vabbè, non funziona la strategia a dividendi ma questa è un’altra storia.
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